Voci dall’invisibile

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©Voci dall’invisibile, Francesca Perlini

Voci dall’invisibile
voci di scomparsi nell’alienazione dei manicomi

Le voci parlano, le voci parlano soprattutto quando le si vuole zittire, le voci parlano per non mentire, le voci parlano per mettersi d’accordo, le voci parlano per conflitto, le voci parlano perché sono suono, le voci parlano perché sono corpo, le voci parlano in un prato, le voci parlano nella folla, le voci parlano chiamando.

Per chi volesse organizzare, invitare, ascoltare e altre azioni vocianti, può scrivermi alla mail civico47.ifo@gmail.com

Durata del reading “Voci dall’invisibile”, 40 minuti circa.

Voci dall’invisibile

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Voci dall’invisibile, di un passato in un futuro infinito. Voci dai manicomi.
Dalla frammentazione di un mormorio indistinto si sollevano, precarie ma precise, voci che resistono alla chiusura dei muri e al tempo che ci separa. Come archivi i muri, gli alberi nei giardini, le stanze svuotate e i lunghi corridoi trattengono le voci. A prestare l’orecchio e lo sguardo ci dicono, benché inascoltate, di vite rese inesistenti dall’internamento.

Voci dall’invisibile è un recital che dà corpo e voce all’alienazione, nella consistenza del dire di sé, qualsiasi sia la condizione esistenziale.

Venerdì 13 gennaio, all’interno de La notte nazionale del Liceo classico, porterò Voci dall’invisibile alle h 22.20 al Liceo “Nolfi” di Fano (PU), che è stata la mia scuola, dove ancora vivissimi i muri dicono, grazie!

“Noi, da qui, continuiamo a parlare, Voci dall’invisibile,

in un tempo che dice passato di un futuro infinito.

Battete il muro, eludete le spranghe delle città transennate

alle nostre stanze.

Battete il muro, noi vi si cade nel palmo della mano

per uscire.”

Qui, il programma completo della manifestazione.