Carola Rackete

Una donna, ancora una donna resiste facendo quel che va fatto. Moltissime delle donne della resistenza italiana a cui fu chiesto “perché?”, nel rispondere hanno pronunciato le stesse parole “ho fatto quel che andava fatto”. Azioni lucide, precise e ripetute governate dalla scintilla che si prova a lottare per la libertà, la giustizia. Antieroiche, umanissime.

Carola Rackete, 31 anni, capitana della Sea Watch 
“La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità”.

Adorare

Senza prostrazione del corpo il corpo infrange le prigioni, ricorda che va tutto bene, che nel celeste delle cose esistiamo a livelli con cui ci riconnettiamo per attimi. In quel corpo dentro cui credi che accada solo lo specchio del fuori -la mente tiene d’occhio il restringente- scorre un fluido di cielo e di acqua.
Va tutto bene -dice una voce di carne leggera- e poco dopo ricordi che dimenticare le vessazioni è cosciente. Tornare a vivere fuori dal bosco con gli alberi piantati in cielo e le foglie che camminano come piedi in terra.
Per questo smisurato amare.
Adorare.