Registrazione numero 5

Registrazione numero 5

Fuori dalle stanze ci si aggira senza che lo scandalo abbia la sua immaginazione. Due piani, tra le imposte chiuse e i marciapiedi. Esce chi è entrato per acquistare cianfrusaglie e un chilo di pane. Sarà stato per la cervicale che nessuno ha mai alzato gli occhi. Del resto il clima umido lo si soffre fin dalla nascita. L’umidità riflette un buon silenzio di ossa.

da La scatola nera, frammento tratto da Registrazione numero 5 (inedito)

La scatola nera è un dispositivo di registrazione costruito, e quindi pensato, per indagare le cause di “incidenti”.
Le sue tracce vengono recuperate, perché cercate, negli abissi e nei frammenti dell’esplosione.
Ancora una volta ad affidarsi è la vittima, così letta e decifrata dai tecnici dei disastri.
Perché una vita si scrive anche negli sguardi di chi l’ha solo sfiorata, girando la faccia comodamente verso il quieto vivere.
Questa è forse la registrazione più invisibile, altrimenti interi quartieri, vie, paesi, non resisterebbero all’incidente.

La scatola nera è il capitolo conclusivo delle Voci -voci di scomparsi all’interno dei manicomi. Finita la decifrazione delle tracce ne succederà ancora una, la ricerca della casa che editerà (erediterà) il disastro.