Francesca Perlini, Tradurre il muro (Oèdipus edizioni, 2021)
Il muro è sfondato, almeno quello delle pagine, del libro che ha impiegato anni a diventare tale.
A farla breve, che di eventi avversi in questi quattro anni ne sono accaduti molteplici e a elencarli ora è solo perdita di tempo e energie, le Voci hanno resistito e insistito nel voler dire.
Nei muri le voci degli annientati e degli scomparsi non smettono di cercare crepe per uscire, per essere ascoltate.
E’ una tensione incessante, basta auscultare un muro per sentire e quando lo si fa quel muro viene tradotto, tradito.
Tradurre il muro lo potete ordinare in libreria, cosa buona e giusta, ma anche su ibs e sulle altre piattaforme digitali. Per chi vive dalle mie parti ne ho anche io qualche copia.
Grazie a Oèdipus edizioni per averci creduto abbattendo muri.
 
Da Tradurre il muro ho tratto “Voci dall’invisibile”, uno spettacolo che se volete e avete o conoscete spazi per organizzarlo, non avete che da dirlo e io e le Voci veniamo anche cantando.
Lo spettacolo è già andato in scena nel 2021 al Màt-settimana della salute mentale a Modena.

Tradurre il muro

© Francesca Perlini

Le Voci, per mano di colei che le ha auscultate attraverso i muri e i vuoti della sparizione, quella me plurale come il condominio che mi abita, hanno firmato il contratto per uscire dall’oblio e diventare libro.
Io ne sono profondamente contenta, le Voci ci diranno attraverso chi vorrà ascoltarle leggendole.
Il libro si intitolerà Tradurre il muro e sarà pubblicato da Oèdipus edizioni, che già da settimane riceve gratitudine immensa. Il primo titolo, Voci dall’invisibile, è rimasto per lo spettacolo che ne ho tratto, spettacolo che porterò in teatro il 20 ottobre a Modena al Màt, la settimana della salute mentale.

Qui i muri li si tradisce.